la nostra tessera 2008 come e cosa

 


 

«cittàcomune»: che cosa. L'Associazione politico-culturale «cittàcomune» si propone nei prossimi anni di fornire il suo contributo:

1. alla vita politica cittadina e alle fondamentali scelte amministrative, interloquendo in modo critico con movimenti, partiti, singoli esponenti operanti nelle istituzioni, sempre anteponendo problemi e scelte concreti alle apparenze, il bene pubblico agli interessi particolari, la corresponsabilizzazione dei cittadini al decisionismo autoreferenziale;

2. alla ricerca sul campo, alla riflessione teorica, al dibattito culturale, nella convinzione che l’analisi critica del presente non possa emergere dal susseguirsi delle mode e dalle finte baruffe culturali, cioè eludendo il rapporto con la propria tradizione (italiana, europea, occidentale in senso lato), che è premessa di ogni auspicabile confronto con altre culture e civiltà;

3. a suscitare nelle giovani generazioni l’esigenza di non superficiali orizzonti culturali e morali la fine delle ideologie non come autoliquidazione ideale, ma come punto di partenza per un impegno da rinnovare: come aveva capito il materialista storico Antonio Gramsci, “ l’uomo è soprattutto spirito ”, e senza idealità mortifica la parte migliore di sé.

«cittàcomune»: come.
Il come fare non è meno importante del cosa fare, le modalità di elaborazione e concreta attuazione possono inverare i buoni programmi o al contrario vanificarli, i mezzi prefigurano il fine. A partire da tali convinzioni, «cittàcomune», libera associazione autofinanziata e autogestita dai suoi fondatori ed aderenti, opererà legando il momento della ricerca a quelli della discussione e della concreta attività. Ci sforzeremo di evitare il cristallizzarsi di ruoli dirigenti, la separazione tra funzioni ideativo-creative e altre e altre meramente esecutive, favorendo la crescita e l’assunzione di responsabilità dei più giovani. Nell’apprestarci a far seguire alle presenti premesse politico-culturali l’adozione di uno Statuto (coerente con la legislazione vigente, ma il più possibile snello quanto a condizionamenti ed adempimenti burocratici), non ci sembra inutile ribadire, a mo’ di sintesi, che esso potrebbe recare in epigrafe il seguente motto:

“Non dominare né essere dominati,

non ingannare né essere ingannati”

 

 


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