CONSIGLIERE D’AMO (PIACENZA COMUNE)Intervento in discussione generale del Bilancio previsionale 2010
Lunedì 8 febbraio 2010
Io devo dire che intervengo sempre con un certo imbarazzo sul
bilancio, perché non ho ancora capito di che cosa si deve parlare. L’ho già
detto altre volte, lo dico anche oggi. La posizione che circola nei corridoi del
Consiglio comunale, secondo cui il bilancio va bene perché si può parlare di
tutto, non mi convince, perché è impossibile e poco utile parlare di tutto. Io
non so mai bene che cosa bisogna dire quando c’è il bilancio preventivo, quando
c’è il consuntivo, e non so come mai quando discutiamo lo stato di attuazione
dei programmi, di fatto non c’è discussione. Insomma, ho una difficoltà
preliminare a inquadrare le cose.
Dentro questa difficoltà preliminare, da quando siedo sui
banchi dell’opposizione, cioè dal bilancio preventivo 2008 che abbiamo discusso
alla fine del 2007, ho cercato di capire alcune tendenze fondamentali, per quel
poco che capisco, che non è molto, di numeri e di economia, pur avendo dedicato
tanti anni della mia vita alla critica dell’economia. Ho cercato di cogliere
alcune tendenze nel tempo, perché mi pare che sia molto difficile giudicare un
bilancio, analizzare dei numeri fuori dal tempo. Quindi, la prima cosa che io
vorrei fare, come ho già fatto in altre circostanze, è commentare alcuni grandi
numeri e farlo nel tempo, tanto più che abbiamo anche una continuità
amministrativa per quanto riguarda l’Amministrazione Reggi (anche se ovviamente
un conto è la prima Amministrazione Reggi, un conto è la seconda Amministrazione
Reggi), che va dalla metà del 2002 ad oggi.
Ora, devo dire che farò riferimento principalmente ai numeri
che stanno sulle carte, che non sempre riesco a far combaciare con i numeri che
l’assessore ci ha esposto in Commissione e anche in Consiglio, ma perché non
sono capace io, credo, lo dico sinceramente; non riesco a far combaciare i miei
appunti con queste carte. Ma siccome è sorta anche nella seduta scorsa non dico
una polemica, ma una querelle, chiamiamola così, su quali siano i termini di
paragone, mi sono preoccupato di procurarmi anche il previsionale 2009 e, visto
che c’ero, anche l’ultimo previsionale, che è quello 2007, che consente di
andare a vedere i bilanci consolidati o, come c’è scritto qua, impegnati, dal
2002 in poi, quindi dall’anno di trapasso dall’Amministrazione Guidotti
all’Amministrazione Reggi.
Ora, a me è di una qualche utilità considerare quanto segue:
che nel 2002, impegnato o accertato, le spese correnti di questo Comune erano
pari a 71.700.000 euro. Le previsioni definitive 2009 danno 86.500.000 euro:
arrotondo un po’ per farmi capire. Da 71.700.000 a 86.500.000. Il previsionale…
- Interruzione –
Sì assessore, questo è specificato in tutti i documenti di
sintesi dei bilanci: sono depurati del rientro delle deleghe dall’USL, c’è una
noticina in tutti i bilanci vecchi, con segnalazione anche del passaggio dei
3.200.000 euro delle deleghe dell’USL che non vengono considerati perché sennò
non si riesce a fare confronti attendibili.
Tornando a noi, lo stesso bilancio che ci dice che abbiamo
utilizzato alla voce spesa corrente 86.500.000 nel 2009, ci dice anche che
l’anno prossimo ne spenderemo di meno, cioè il previsionale 2010 ci dice 85
milioni e qualcosa. Io questa previsione la prendo un po’ con le pinze e vi dico
perché. Perché sono andato a controllare in tutti questi anni che rapporto c’era
tra il previsionale, il previsionale definitivo e l’accertato o impegnato, e mi
sono accorto che c’è da fidarsi fino a un certo punto, che la spesa effettiva
lievita sempre un po’ rispetto alle previsioni, tranne casi eccezionali. Quindi,
la prima cosa che vorrei dire è che c’è stata una crescita delle spese in questi
otto anni dei Amministrazione, parlo della spesa corrente, di circa 15 milioni
di euro tra il 2002 e il definitivo 2009. L’entrata ha avuto un andamento
analogo, l’entrata del 2002 – parlo sempre di entrata corrente – è stata di
75.800.000 euro, l’entrata del 2009 è stata di 92.346.000 euro. L’entrata è
cresciuta nel medesimo periodo di oltre 16 milioni di euro.
Questa prima analisi di cifre ci dice di una crescente
entrata corrente e una crescente spesa corrente, notevole, significativa, non
certo riconducibile alla semplice inflazione, che peraltro nell’ultimo decennio
è andata pressoché abbassandosi in maniera completamente diversa rispetto ad
altre epoche del nostro Paese anche abbastanza recenti. Questo consente di
correggere, almeno in parte, un giudizio che io avevo espresso nel 2007, che più
o meno era di questo tipo. Dicevo allora: a me sembra che le spese crescano più
velocemente delle entrate. Da questo dato, si potrebbe dire che spesa corrente e
entrata corrente crescono in modo pressoché analogo, anzi c’è un leggero
vantaggio della crescita delle entrate rispetto alla crescita delle spese. Mi
hanno colpito queste due date perché c’è una voce che è uguale nel 2002 ed è
uguale nel previsionale 2010, cioè la voce "personale del Comune": era
26.173.000 euro nel 2002, è 26.142.000 nel previsionale 2010… Insomma, quella
voce lì guardata in otto anni è sostanzialmente ferma. Poi noi sappiamo che è
sostanzialmente ferma come voce economica, il personale non è lo stesso, cioè
all’ingrosso possiamo dire che circa 700 dipendenti, 7-8 anni dopo, costano come
circa 850/900 dipendenti sette o otto anni prima. Queste cifre le dico così,
all’ingrosso, non con la precisione delle scienze matematiche.
Ora volevo però fare alcune osservazioni sulla struttura di
questa spesa e sulla struttura di questa entrata. Sulla struttura dell’entrata,
le mie preoccupazioni di fine 2007 nascevano da questo fatto: che in tutti i
bilanci della prima era Reggi e per quello che ne so io, ma non l’ho
controllato, anche dell’era Guidotti, gran parte degli oneri di urbanizzazione
venivano impiegati in spesa corrente. Si tratta di cifre che sono andate
crescendo in maniera assai significativa nella prima Amministrazione Reggi per
ovvii motivi, perché è stata l’Amministrazione che ha attuato il PRG: se qui
dentro sono passate centinaia e centinaia di pratiche urbanistiche, è evidente
che poi nel tempo c’è un ritorno in termini di oneri di urbanizzazione.
Osservavo allora ed esprimevo preoccupazione perché mi pareva che una componente
strutturale delle entrate del Comune, delle entrate correnti, fossero milioni di
euro di oneri di urbanizzazione. Non sto a ripetervi le cifre che vi ho già
detto in altri anni, ma mediamente 3 milioni e mezzo - 4 milioni di oneri di
urbanizzazione (ci sono dei momenti in cui si arriva a cinque o più) andavano a
comporre la spesa corrente. Ora, questo fatto si è fortemente modificato, nel
senso che né nel 2008, né nel 2009 oneri di urbanizzazione vanno a comporre la
spesa corrente. Nel 2008 c’è un dato trascurabile dei 550.000 euro, che poi è il
risultato della battaglia o lotta di quello che è stato lo schieramento del
Consiglio comunale che ha consentito di limare uno 0,3 dall’aumento dell’Irpef,
per cui c’era quel passaggio lì.
Contemporaneamente al venir meno dell’uso degli oneri di
urbanizzazione nell’entrata e spesa corrente, per il che mi complimento con
l’Amministrazione, c’è una voce assai significativa che prima non c’era, cioè
nel 2008 e nel 2009 l’addizionale Irpef passa più o meno da circa 1 milione e
mezzo a circa 7 e 4 o 7 e 5, cioè diciamo che c’è nei due o tre anni successivi
e anche nel previsionale 2010, rispetto agli anni precedenti, un 6 milioni di
euro in più di addizionale Irpef, che penso però non si possa più toccare in
futuro, penso che non possiamo ricorrere ulteriormente a questo tipo di
strumento. Quindi, tenendo conto di questa politica dell’entrata, è bene che noi
tutti sappiamo, che la città sappia, che l’Amministrazione Reggi ha saputo
costantemente far crescere l’entrata. Il lessico politico giornalistico di
solito la dice così: "Ha messo le mani nelle tasche dei piacentini", va bene.
Vedetela come volete voi! Voglio dire che si disponeva di poco più di 75 milioni
di euro e si è arrivati a disporne di più di 90: questo ha un senso. Significa
anche, probabilmente, aver fatto un lavoro di un qualche tipo in termini di
recupero dell’elusione, dell’evasione, aver lavorato alla razionalizzazione di
tutto il sistema tariffario, delle rette ecc. Suppongo che si sia fatto sia
nella passata Amministrazione, sia in questa, ma ritengo anche che questa
entrata non possa crescere ulteriormente.
Ora, considerato che l’entrata difficilmente potrà
ulteriormente incrementarsi, volevo fare un paio di considerazioni sulla
struttura della spesa. Sono le stesse che ho già fatto e che ripeto, e poi
vorrei anche interloquire con l’assessore De Micheli, nel senso che se poi ne ha
voglia risponde, quando sarà ora, e con il Sindaco, perché mi aveva già risposto
l’anno scorso e vorrei tornare su quel tema lì. Come ho detto più volte, quello
che fa impressione a me è - dentro la struttura della spesa - l’aumento di
quella voce che si chiama "prestazione di servizio". Le prestazioni di servizio
nel 2002 erano 26.300.000 euro; nel definitivo 2009 sono 42.459.000 di euro; il
previsionale 2010 propone più o meno la stessa cifra, 42 milioni e mezzo di
euro, quindi da 26 e 3 a 42 milioni e mezzo. Io devo ritenere che (è un giudizio
politico, non matematico) quei 42 milioni e mezzo lì per il 2010 diventano 44,
43 e mezzo, 44, perché tutti i previsionali dal 2003 in poi che ho guardato,
rispetto ai definitivi, in questa voce sono sotto-stimati. Per esempio, sul
bigino che è stato distribuito e che stiamo utilizzando, questa voce risulta
42.459.000, il previsionale dell’anno scorso diceva 41.300.000, quindi c’è
1.200.000 euro in più. D’altro canto, il generale della spesa rispetto al
previsionale dell’anno scorso è aumentato di 3 milioni, e i conti tornano perché
le prestazioni di servizio sono esattamente il 50% della spesa corrente. Il
report dà 49 e 8, mi sembra, 49 e 77, qualcosa del genere.
Allora vorrei richiamare la vostra attenzione su questo dato,
cioè la voce "prestazioni di servizio" è cresciuta in otto anni del 65/70%.
Ripeto: da 26.300.000 a 42 e mezzo acclarati, io dico 43/44. Quel 26 milioni
abbondanti del 2002 era il 35%, poco più di un terzo, di una spesa corrente
generale che era 71.700.000 euro nel 2002. Ripeto: questi 43 milioni di
prestazioni di servizio 2009/2010 sono il 50% della spesa corrente. Ho già fatto
in altre circostanze considerazioni su questo punto: è un aumento enorme.
Perché? Perché l’aumento delle prestazioni di servizio, fermo restando la spesa
per il personale, di fatto diminuendo pochissimo al netto dell’inflazione la
spesa per il personale, modifica la struttura della spesa e la struttura del
Comune. Penso che vada così in molti altri Comuni, certamente va così in
proporzione in un Comune che conosco perché conosco degli amministratori,
soprattutto di prima, ma conosco anche il nuovo Sindaco leghista, l’ho
conosciuto da ragazzo all’ITIS di Lodi. Per esempio, il Comune di
Casalpusterlengo ha una struttura di spese di questo tipo, in proporzioni
diverse rispetto al Comune di Piacenza.
- Interruzione –
Casale avrà 10.000/12000 abitanti. Rispetto a Codogno, per
esempio, che è analogo, Codogno è un Comune vecchio, pubblico. In tutte e due
c’è il centro destra. Casale ha molto esternalizzato anche prima, con il
centro-sinistra.
Perché mi preoccupa questo dato? Perché il Comune è erogatore
di 40/45 milioni di euro all’anno, è un centro di spesa rilevantissimo, e questo
è un grande strumento di potere che dobbiamo tener presente. Su questo punto, un
anno fa, il 26 gennaio del 2009, il Sindaco Reggi, intervenendo in dichiarazioni
di voto, diceva: "Non ci posso fare niente. Noi siamo costretti, anche se non lo
volessimo, consigliere D’Amo, a fare prestazioni esterne se vogliamo aumentare i
servizi", cioè noi non abbiamo altre possibilità se non quella di contrarre i
servizi, se non seguiamo questa strada degli aumenti di prestazioni di servizi,
non possiamo gestire direttamente i servizi perché non ce lo consente la legge,
non possiamo più assumere, 1 ogni 10 che se ne vanno, questo è il rapporto ecc.
ecc. Poi prosegue dando dei giudizi sulla bontà dei servizi convenzionati e
anche sulla bontà di un asilo nido che sarebbe convenzionato, che sarebbe il
migliore di tutti, su cui tornerò eventualmente dopo, anche perchè io non lo
condivido.
Io non penso che sia proprio così, io penso che questa sia
una parte della verità, ma non tutta la verità, ovvero: certamente andiamo in
una prospettiva in cui il Comune non gestisce direttamente servizi, ne gestisce
sempre meno, ma esistono forme giuridico-economiche di gestione di servizi, si
chiamano istituzioni, fondazioni, aziende di servizi; abbiamo appena promosso,
costituito due ASP. E qua mi interessa, per esempio, come incide la costituzione
dell’Aspona e dell’Aspina, dell’ASP più grossa, dell’ASP più piccola, su questo
nucleo duro e che non diminuisce mai della spesa corrente, quindi delle
prestazioni di servizio… Diminuirà? Non diminuirà? E’ una domanda che rivolgo
all’assessore e che rivolgo a tutti i consiglieri. Tra due o tre anni siamo in
grado di vedere? Questo riguarda anche i nidi. A un convegno organizzato
dall’Associazione "Il nostro nido", a cui l’assessore Castagnetti ha avuto la
brillante idea di non partecipare, amministratori e dirigenti tecnici dei Comuni
di Bologna, di Ferrara o esponenti del privato sociale, hanno argomentato, per
esempio, l’esperienza dell’istituzione a Ferrara. Io prendo per buono quello che
mi si dice, se me lo dice un dirigente comunale con 30 anni di quel lavoro lì
alle spalle e che si vede che si commuove ancora quando parla della formazione
dei nidi, mi dice che quella struttura lì è importante e che non è vero, come si
scrive nella relazione…
- Interruzione –
Un’istituzione con un bilancio a parte. Io sto solo dicendo
che lo stesso discorso mi permette di citare il collega Ballerini, che mi ha
preceduto, riguardo alla Fondazione Teatri o altre strutture di questo tipo:
cioè noi abbiamo bisogno di sgravare il Comune di tutta una serie di cose e
contemporaneamente di costruire tessuto connettivo. Perché che cosa non va a me
della prestazione di servizio? Non va che chi riceve questi compensi per
prestazioni di servizio ha una gamma di serietà molto variabile, serietà e
affidabilità molto variabili. E noi non possiamo non vederlo! Io conosco gestori
di biblioteche o gestori di pulizia anziani, cioè parlo di cose molto diverse,
alcuni molto seri, alcuni molto meno seri, e questo va collocato in un certo
contesto di continua precarizzazione del lavoro che certo non l’ha decisa Reggi
o questo Consiglio comunale, ma nelle cui pieghe anche il movimento cooperativo,
che pur vantava nei decenni passati una tradizione di particolare serietà e
rigore, spesso viene meno a questa tradizione e alla serietà di comportamenti.
Il movimento cooperativo adesso è una roba molto composita, in certi casi
serietà e rigore, poi ci sono delle situazioni in cui tu hai del personale
assolutamente sottopagato e bistrattato, che ovviamente non può fare bene il suo
lavoro… e naturalmente non sta scritto nella convenzione col Comune! Mica c’è
scritto che il Comune ti autorizza a prendere il terzo subappalto! Ma questa è
una situazione diffusa, non solo a Piacenza, e noi non possiamo non vederla.
Mi sono permesso di tediarvi per parecchio tempo su questi
numeri e vi chiedo scusa, perché, ripeto, io credo che noi dovremmo pensare a
qualcosa che si stabilizza, cioè a una cultura dei servizi che può anche essere
non direttamente comunale, ma che si istituzionalizza e non è legata alla
decisione dell’Amministrazione, della Giunta e in ultima analisi degli Assessori
e del Sindaco, attraverso cui si distribuisce un enorme flusso di denaro e si
costruisce anche consenso o dissenso. L’ho detto più bruscamente altre volte,
vorrei ripeterlo qui. Io credo che noi avremmo bisogno di operatori dei servizi
sociali o dei servizi culturali o di altro personale di questo tipo, che possano
lavorare avendo presente cosa gli succede nei prossimi 10/15 anni anche se
lavorano nel privato… Oggi sono legati all’ultimo accordo o contratto con il
Comune o la Provincia, la Provincia meno, che gli dice: "Sì, va bene, ti faccio
pulire i giardini", e se non gli fan pulire i giardini, hanno chiuso, hanno
finito e non hanno un minimo di prospettiva di lavoro e di vita. Io sto cercando
di dire perché mi crea dei dubbi questa cosa: perché oltretutto ipostatizza una
situazione a cui io sono contrario, cioè la situazione per cui noi abbiamo una
macchina comunale che fa lavorare degli altri, una macchina comunale che comanda
e progetta mentre gli altri eseguono. Va mica bene! Progettazione ed esecuzione
vanno tenuti un po’ insieme e anche redditi e sicurezza vanno tenuti un po’
insieme. Io non so come si fa, però è questo a cui penso quando penso a un
Comune che sta insieme di più di come sta insieme questo.
Ancora una battuta sui numeri. Sempre nel 2007 mi ricordo di
aver detto: "Trovo strano che ci siano due voci di spesa distinte, una
"sicurezza" ecc. e una "attuazione del programma", che rinviano allo stesso
Gabinetto del Sindaco". Mi sembrava un modo di velare l’entità della cifra che
Reggi spende direttamente… Allora era 1 milione a una voce e 1 altro milione
sull’altra. Adesso vedo che la voce Gabinetto del Sindaco per il 2010 prevede
2.249.000 euro, una cosa del genere. Anche qui vorrei essere preciso: io non sto
facendo una polemica col Sindaco Reggi in quanto spendaccione. Non lo conosco
benissimo, ma in passato l’ho frequentato più di adesso e non mi sembrava uno
spendaccione, non mi sembra uno così. Sto facendo un altro ragionamento: che
questa cifra enorme, circa 2.300.000 euro, serve perché quasi tutto fa capo al
Gabinetto del Sindaco. Ed ha un rapporto con quei 43/44 milioni di euro annuali
in prestazioni di servizio, che pure poi hanno delle firme di dirigenti e
c’entrano con gli assessorati e con la struttura con cui è organizzato il
Comune, ma rivela in ultima analisi una apicalità, una monocraticità anche nella
decisione di spesa che io trovo assolutamente non condivisibile: non corrisponde
al mio modello di democrazia. E’ quello diffuso oggi in Italia, ma io non la
condivido.
Sono riflessioni che ho fatto anche recentemente a proposito
delle candidature per le regionali. Mi sono un po’ messo a riflettere e tra me
medesimo mi sono detto questa cosa: praticamente uno che è un presidente o
governatore di Regione non riesci più a muoverlo da lì. C’è un problema molto
grosso. Vedo delle facce stupite, ma parlo della parte politica che voto alle
elezioni politiche generali. Non è stato tanto facile muovere Bassolino, Errani
si deve candidare per la terza volta, Niki Vendola si candida per la seconda
volta, si può pensare a un sussulto della società civile, io penso che ci siano
poteri anche molto forti che sono stati costruiti in questi cinque anni, o
almeno che ci siano tutte e due le cose. Lo stesso ragionamento si può fare sul
problema Galan e sul come è difficile superarlo, o sul problema Formigoni e come
è difficile sostituirlo. Faccio questa osservazione: uno che fa il Presidente
della Regione è molto difficile da muovere. Ma non è una polemica con Errani,
con Formigoni, evidentemente è un potere molto personale. Ho riflettuto su
quelle cose lì che si chiamano "listino", che incrementano ulteriormente il
ptere del presidente, e osservo che c’è qualcosa che non va.
Io capisco di predicare nel deserto o di dire delle cose…, ma
noi le pagheremo drammaticamente queste cose se non ci pensiamo! Perché io pongo
un problema molto serio: la democrazia è stata sostituita da una democrazia dei
singoli, dei leader. Questo è un problema grosso, non rimane niente intorno! C’è
un’educazione generalizzata all’irresponsabilità… Ho l’impressione – ma mi
documenterò meglio – che non esiste nessun potere di controllo, non solo qui, ma
neanche nelle Regioni. Credo che il governatore Schwarzenegger, se c’è ancora,
governi certamente dentro un modello americano molto decisionista, ecc., ma
credo che abbia a che fare con un’assemblea di Stato, nella fattispecie della
California, non so se si chiama congresso, chiedo scusa per la mia ignoranza,
che magari è eletta a metà mandato e che ha una maggioranza diversa da quella
repubblicana del governatore. Su questo noi dovremmo riflettere perché secondo
me è un punto molto importante.
Per tornare al bilancio, in sintesi: sono aumentate molto le
entrate in questi anni, è aumentata molto la spesa in questi anni. Mi sono
permesso di farla così lunga perché volevo partire con un’altra citazione di
Reggi, ma è sgradevole farla se lui non è in aula, l’ho rinviata per mezz’ora
pensando che rientrasse, ma non posso dilazionare oltre. Era la citazione con
cui mi faceva comodo partire se era presente, comunque qualcuno gli riferirà.
Nella sua dichiarazione di voto che ho citato prima del 26 gennaio 2009,
peraltro una dichiarazione di voto pacata e cortese nei confronti
dell’opposizione, si dice: "Questo è il primo dato significativo, è un bilancio
che riduce la spesa corrente, il previsionale 2009 è un bilancio che riduce la
spesa corrente; due, per la prima volta non vengono usati gli oneri di
urbanizzazione in spesa corrente ma vanno tutti sugli investimenti; tre, l’altro
elemento importante è che l’indebitamento si riduce. In una situazione come
questa di grande crisi noi riusciamo a ridurre l’indebitamento". Anche qui,
spero di essere capito, perché io ho abbastanza motivi di dissenso o di
discussione seria per non aggiungerne di altri semplicemente retorico-polemici.
Non ho nessuna intenzione di litigare sulle parole. Di queste tre affermazioni,
due… La diremo popperianamente, perché non voglio offendere nessuno. Secondo
Popper e il principio di falsificazione, due delle tre affermazioni del Sindaco
di un anno fa sono state falsificate dalla realtà. E’ verissimo, l’ho ricordato,
l’ho detto subito in Commissione, l’ho detto nella forma di domanda, ma perché
lo volevo sottolineare, è verissimo ciò che riguarda gli oneri di
urbanizzazione, ma non è vero che nel 2009 abbiamo speso meno e non è vero che
abbiamo contenuto l’indebitamento… E’ chiaro che il Sindaco Reggi li sa leggere
i numeri, penso più di me, ma certamente almeno come me. Certamente, da questo
previsionale 2009, la spesa preventivata 2009 (83.700.000) diminuisce rispetto
all’anno precedente. Da come è andata effettivamente, 86.500.000, rendo omaggio
anche al collega Mazza che lo ha segnalato, la spesa non è diminuita. Certo
Reggi non lo poteva sapere un anno fa, noi però oggi lo dobbiamo vedere.
La stessa cosa vale per il problema dell’indebitamento.
L’indebitamento nel previsionale 2009, giustissimamente diceva il Sindaco Reggi,
questo è il grafico, qua siamo nel 2004, continua ad andar giù… L’indebitamento
di quest’anno, poichè è stato acceso un nuovo debito, come ci ha detto
l’assessore De Micheli, torna su. Okay? L’affermazione sull’indebitamento che
continua a calare, purtroppo non è più vera, dopo diversi anni ha ripreso a
salire. Allora io torno a chiedere: posto che la struttura della spesa non mi
piace per i motivi che vi ho detto, e fatti gli apprezzamenti che si devono
fare, la struttura dell’entrata è solida o no? Non ce l’ho chiaro, perché per
esempio questa ripresa di crescita dell’indebitamento, che dal punto di vista
macro-economico mi sembra una cosa trascurabile, se guardo i dieci anni, mi
sembra che andiamo bene lo stesso… ma certamente, modificare una tendenza che ci
vede ridurre l’indebitamento riaprendo o riaccendendo un prestito, è una cosa
che non fa piacere.
Non mi dilungherò, perché ho poco tempo, sulle cose su cui
sono già intervenuti molti consiglieri che mi hanno preceduto nella seduta
scorsa, Mazza e Frontini, il collega Ballerini, cioè l’aspetto su cui
normalmente si dibatte di più in Consiglio comunale sul bilancio e che io faccio
un po’ fatica a discutere, perché non si riesce venire a capo di nulla.
L’aspetto di cui si discute normalmente molto fortemente sono le opere
pubbliche. Io sono contrario all’idea di uno Stato, di un Comune, di una
comunità che si giudichino principalmente dalle opere pubbliche. Si vincono le
elezioni, ma mi piacerebbe che non tutto dipendesse semplicemente dalle opere
pubbliche. Ci sono anche opere invisibili, non palpabili, non sottoponibili alle
esperienze sensibili, che valgono di più delle opere pubbliche.
Io non intendo cambiare idea su Reggi e sul Sindaco Reggi,
come personalità e anche come persona, su questo punto. La mia idea è sempre
stata che è uno che fa molto… Adesso perde qualche colpo per vari motivi, ma non
è questo il punto, non mi verrebbe mai di dirgli: "Non hai fatto" ecc. Non è
questo il punto principale, non ho mai pensato che lo fosse. Io penso, come ha
detto il Sindaco Guidotti in un’intervista che assolutamente nessuno ha ripreso,
ed è la seconda volta che la riprendo io, è che sono sbagliati i programmi
elettorali. L’ho detto nel 2007 e mi ripeto oggi. I programmi elettorali sono un
problema enorme perché trattano gli elettori come clienti, come persone a cui
dare qualcosa. Per cui, un cretino che gli va a dire: "Te nei primi cento giorni
che cosa fai?". "Io mi metto lì e finché non abbiamo fatto il PSC non mi muovo
più"? Figurati! Piscine, stadi, palazzi scintillanti, campi sportivi: va bene,
facciamo pure! Questo però educa le persone a questa idea: che cosa mi dai, non
all’idea che la città è nostra, tutta, non solo dove abiti te, anche dove non
abiti… E poi educa all’idea che non c’è limite, non c’è limite al consumo di
territorio, di risorse… ma non si potrà andare avanti così all’infinito.
Io non ho nessuna voglia di mettermi a citare il programma
elettorale del centro destra, ma è lo stesso tipo di modello. Due anni fa,
discutendo qua, il mio amico Bulla mi ha detto: "Sei sempre così arrabbiato".
Eravamo in vista delle politiche, sentivo cosa diceva Veltroni, non c’ero con la
testa, stavo male, pensavo: "Andrà malissimo". Tutti promettevano aumenti di
stipendio e riduzione di tasse, da Fini a Bertinotti. Mi sembrava e mi sembra
comico. Io non credo che si debba fare così. Credo che si debbano chiamare i
cittadini ed affrontare i loro problemi. So benissimo che un amministratore mi
potrebbe dire: "I cittadini non li vogliono affrontare i loro problemi". Io sono
qui perché i cittadini affrontino i loro problemi, sennò sto a casa mia e
affronto i miei. Lo capisco benissimo, a chi vuoi che interessino questi
discorsi? PSC? Per cui, sulle opere pubbliche io mi oriento nel senso di alcuni
colleghi che mi hanno preceduto. A volte si fa molto, si è fatto molto, a volte
si fa molto mi pare troppo in fretta, per cui si fa un po’ meno bene, bisogna
rifare i lavori o cose di questo tipo. Certamente ricordo una cosa: quando qui
audimmo il Presidente e l’intera Commissione della Qualità Urbana, della Qualità
Architettonica, adesso che mi viene in mente c’erano tutti, uno dei problemi che
emerse è: bisognerebbe fare un ragionamento complessivo sulle piazze, tutte
insieme: piazza Cavalli, piazzetta Plebiscito, piazza S.Antonino, piazza Borgo,
piazzale Libertà. Bisognerebbe fare un ragionamento sulle piazze. Non ci
riusciamo! E questo mi pare crei grandi problemi.
Non voglio tornare sul "Balzer", perché ricordo liti in
questo Consiglio comunale tra il Sindaco e l’allora consigliere Berra, il
consigliere Miglioli, il sottoscritto… Io aggiungo una cosa: io non voglio
parlare di Tantera, ecc., io voglio parlare di una certa cultura che è di questo
tipo: uno che gestisce un bar del genere deve avere un curriculum che non
riguarda i soldi, ma riguarda il sapere che cos’è gestire un bar storico. E
questo nel bando non c’era. Faccio solo alcune battute veloci, perché poi devo
dire delle altre cose proprio in ordine ad alcuni grandi problemi. Accennavo
all’assessore Dosi, disturbando il consigliere Ballerini, che non ho trovato
traccia nel bilancio di riferimenti alla Ricci-Oddi. Ovviamente lui mi dice: "La
Ricci-Oddi ha l’ambiguità che non è nostra, ha un suo bilancio. L’altra faccia
dell’ambiguità è che gran parte dei soldi ce li mettiamo noi", cioè la
Ricci-Oddi è sua ma i soldi ce li mette il Comune. E’ una situazione statutaria
balorda che non siamo riusciti a risolvere neanche negli anni precedenti. Credo
che c’abbia lavorato a lungo l’ex Presidente Brunetti, ma non siamo riusciti a
venirne fuori. Perché dico questa cosa? Perché intanto mi accodo a quanto hanno
detto altri sul problema delle biblioteche, quindi della biblioteca in generale;
va bene andare avanti sistemando quella persona fondamentale, mi pare che ci
siano due persone che dovrebbero entrare in biblioteca; va bene l’intervento sul
cortile. Ricordo che nel 2006 o nel 2007 è stata stralciata l’ultima parte di
completamento delle opere. Adesso quando ci arriviamo andrà fatto il
completamento generale.
Mi accodo al consigliere Ballerini quanto alla Fondazione
Teatri, senza dilungarmi, ma dicendo questo: giugno, in cui scade la convenzione
annuale transitoria con la "Toscanini", è lì, quindi dobbiamo darci una mossa.
Non dubito che l’assessore non se la sia stando, credo se la stia dando, ma è
lì, giugno… Cioè, non credo, anche se io non sono della maggioranza, ma ho
votato quel provvedimento, anche se potevano essere accolti un sacco di
suggerimenti per esempio del collega Salice che non sono stati accolti ma è lo
stesso, non credo che possiamo esordire con delle difficoltà alla prima
stagione. Quindi è un sollecito e un incoraggiamento dicendo… Per la verità,
"Teatro Gioco Vita" scade nel 2011, se la memoria non mi tradisce, l’emergenza è
l’altro. Accennavo alla Ricci-Oddi perché mi sembra fondamentale un ragionamento
sul sistema museale a Piacenza. Devo anche dire che è una cosa che mi è apparsa
con più chiarezza da una visita mattutina qualche sabato fa, con pochi
consiglieri e con l’estrema disponibilità della dottoressa Gigli per quanto
riguarda il Palazzo Farnese, e del professor Anelli per quanto riguarda la
Galleria Ricci-Oddi. L’ho accennato anche una volta in comunicazioni: lì noi
abbiamo delle potenzialità enormi, che non riguardano solo lo stato attuale di
Palazzo Farnese e lo stato attuale della Galleria Ricci-Oddi, ma le prospettive
di sviluppo legate al rapporto con la Fondazione, che è la proprietaria dell’ex
Enel di via S. Franca, e tutta una serie di questioni. Però, per andare
veramente in una direzione di sviluppo, c’è bisogno di uno scatto di
responsabilità, perché la situazione non è per niente buona. Ma lo dico non come
critica all’assessore Dosi o al presidente Anelli! Lì si sta lottando per la
sopravvivenza e contemporaneamente si sta cercando di pensare a cosa può essere
nel prossimo decennio un polo museale integrato che entri in un sistema di…
Contemporaneamente, poi, c’è il problema di chi alza il telefono. Non la voglio
far più brutta di quella che è, ma noi, se siamo consiglieri comunali, dovremmo
essere consapevoli e responsabili.
Vado solo per titoli. Non parlerò più di nidi perché io penso
che la cultura dei nidi pubblici non sia uguale, come dichiara la relazione
dell’assessore Castagnetti o del suo ufficio, a quella dei
privati-convenzionati, non ho neanche voglia di andarla a cercare,la riga… Anzi,
la vado a cercare e gli faccio vedere l’infelicità della frase, è un’infelicità
costitutiva, va da sé, non può che essere infelice. Perché i costruttori edili
mica possono essere anche dei gestori di nidi! Possono esserlo in quale mondo?
Nel mondo della cooperazione ultra-poli-valente. Allora leggo: "Stabilito che
l’offerta di posti nel nido Girotondo – che è quello che c’era davanti alla
chiesa del Corpus Domini – sarà recuperata attraverso il convenzionamento per
complessivi 60 posti bambini, con il medesimo soggetto privato aggiudicatario
dell’appalto per la ristrutturazione dell’edificio". Io, una roba così, non la
scriverei neanche sotto tortura… Foss’anche vera, cambierei frase. In parentesi
c’è scritto di come sono bravi questi aggiudicatari, che sono il sistema
dell’eccellenza. La raccontate a qualcun altro. Io non sono d’accordo. Non si
può essere buoni a ristrutturare gli edifici e a curare i bambini. Poi si può
farlo lo stesso, ma io ho dei dubbi.
Vengo a due questioni che mi stanno più a cuore. Una è Enìa,
è una questione enorme ed è assente dalla discussione. Io non lo dico in modo
polemico. Qui, nel dicembre 2008, è stata votata una certa cosa che è rimasta…
Ho letto qualcosa sulla stampa di domenica l’altra, che pare ci fosse un… questa
settimana con Iride, ecc. ecc. Perché segnalo questa cosa? Per due motivi di
fondo: uno riguarda un dibattito che è aperto sull’acqua in generale, che
secondo me non è un dibattito ideologico, e se si riesce a fare non un dibattito
ideologico, è un problema serio e importante su cui qualificare il futuro delle
Amministrazioni pubbliche, secondo me. Secondo: questa faccenda della multa che
riguarda, per esempio, A2A in proporzioni…L’altra sera – io sento solo la radio
– sentivo una crisi al Comune di Brescia. Non so neanche chi c’è al Comune di
Brescia! Ma tipo: mancano 30/40 milioni di euro nel bilancio perché erano
abituati a prenderne 100/120 dall’ex municipalizzata, quest’anno ce n’è che la
metà o cose di questo tipo. Cioè, lo dico per noi. Non so come andrà a finire.
Ho sentito il Sindaco dire: "Noi dovremmo cercare di trattare
un concambio leggermente diverso rispetto a quello che era stato deciso", cioè
se gli altri, che in generale valgono molto più di noi, valgono un po’ meno di
prima perché hanno qualche centinaia di milioni di euro in meno (non ricordo i
dati esatti), forse noi, invece di 4 e 7, siamo 5 e 1. Insomma, dei ragionamenti
di questo tipo. Quello che voglio dire è che siccome noi ragioniamo di bilancio
del Comune di Piacenza, finanziario e di altro tipo, Enìa è stata una parte del
Comune di Piacenza, TESA prima e poi ENIA, non dico decisiva, ma non
trascurabile, e in certi momenti rilevante anche per certe iniziative, ecc. Su
questo bisogna fare molta chiarezza. Ora, io non so chi la deve fare. Certamente
non ce ne dobbiamo dimenticare perché è un problema molto grosso, e non vorrei
che andasse a finire molto male.
L’ultima cosa riguarda il PSC e le aree militari. Veramente è
la penultima. Io sono abbastanza deluso della trattazione che c’è nella
relazione contabile, sia nella prima parte in cui si espongono le previsioni del
2010, sia nella parte finale in cui gli stessi uffici e assessori fanno alcune
considerazioni su quanto è avvenuto. Parto della questione che mi sta più a
cuore, che è quella delle aree militari, su cui leggo quanto segue. A pag. 273
si dice che l’incarico per la redazione del Masterplan delle aree militari, a
seguito dell’approvazione da parte del Consiglio degli indirizzi un anno fa
circa, febbraio 2009, è stato assegnato. "Nei termini previsti dal contratto –
prosegue la relazione – sono stati consegnati gli elaborati relativi alla prima
fase di lavoro che consiste nell’individuazione di possibili diversi scenari
evolutivi relativi alle singole aree. Gli elaborati sono stati presentati alla
Giunta nel mese di settembre, quindi quattro mesi fa. A seguito di ulteriori
contatti col Ministero della Difesa, nel mese di luglio è stata proposta al
Comune la nuova bozza di protocollo, sostitutiva di quella del 3 aprile 2008,
modificando le aree interessate, ecc. ecc. Quindi è necessario rimodulare le
successive fasi di lavoro del Masterplan. Le fasi successive saranno più
strettamente legate alla ricerca di operatori interessati a rendere fattibile
l’operazione".
Allora qui c’è qualcosa che non va, che non va nel senso che
non è chiaro chi decide cosa. Noi abbiamo fatto otto mesi di lavoro in una
Commissione chiamata speciale per le aree militari per tirar fuori alcuni
indirizzi, che in qualche modo sono stati anche apprezzati da questo Consiglio
comunale, e ne sono grato a questo Consiglio comunale e a tutti quelli che hanno
dato il loro contributo in quel lavoro lì. Questo lavoro, quasi sin dall’inizio
dell’attività della Commissione, ha avuto un macigno molto grosso, cioè un
protocollo firmato dal Sindaco di Piacenza e da un sottosegretario, ma comunque
dal Ministero della Difesa, ineludibile. Per cui, ci siamo trovati a fare la
discussione con una bella zeppa sul tavolo. Ora questa zeppa sparisce. Allora:
noi abbiamo approvato qua delle linee guida che avevano un certo indirizzo
dentro a una certa logica. Questa logica si è profondamente modificata. Io mi
limito a dire agli autori tecnici del Master plan: modificala. Ma modificala in
base a che. Di solito, quando il consigliere Crespoli interviene, io seguo e
dico: "Ha ragione Crespoli, dobbiamo tornare a discutere delle aree militari".
Non mi piace leggere sul giornale che il Sindaco, in momenti polemici suoi con
la sua maggioranza dice: "Il Masterplan ce l’ho lì", ma non lo tir fuori finché…
Poi i giornali… Non mi ricordo neanche se era virgolettata, ma suppongo di sì.
Quando il Consiglio è pronto, adesso non è pronto il Consiglio. Non lo so.
Questa è una cosa molto grossa. Io dico: il Consiglio è sempre pronto, tanto più
se si lavora per sollecitarlo e tenerlo aggiornato sugli sviluppi. L’ultima riga
mi lascia molti dubbi. Cosa vuol dire: "Saranno strettamente legati alla ricerca
di operatori interessati a rendere fattibile l’operazione"? No, io voglio
decidere io, sennò voto contro a tutto! Voglio decidere per un quarantesimo, non
che adesso andiamo avanti tre anni a contattare operatori disponibili a rendere
fattibile l’operazione, e arriva qui un pacchetto chiuso e stiamo qua tre notti,
Mazza e io facciamo la cosa procedurale, ecc. ecc. No, no, no! Dobbiamo
ragionare sulla città. Il ragionare sulle aree militari significa ragionare
sulla città.
- Interruzione –
La Giunta però dice che li ha presi dagli indirizzi passati
in Consiglio, almeno su quel punto lì. Un’altra cosa più in generale sul PSC,
relativamente al quale, come mi pare abbia già osservato il consigliere Mazza
non so quando, sono previste voci di finanziamento 2010-2011-2012, il che lascia
intendere che nel 2013 non è ancora finito questo PSC. Allora io credo che noi
dovremmo anche ragionare su dei tempi. Anche qui una riga che vi chiedo di
riferire a chi è interessato, perché non capisco cosa vuol dire. Leggo che viene
imposta, tra l’altro, la redazione contestuale di PSC e RUE. Ora, non posso
farla tanto lunga perché… Se siamo di fronte alla redazione contestuale di PSC e
RUE, suppongo da qualche provvedimento legislativo sovra di noi, da qualche o
legislazione regionale o nazionale. Tenderei a pensare regionale. E siccome noi
abbiamo sempre ragionato in termini, invece, di un conto del PSC , diciamo la
sua parte conoscitiva, ecc. ecc. Poi viene il RUE, poi viene il POC, ecc. ecc.
Se l’argomento è "il PSC è fermo perché bisogna farlo insieme al RUE", cioè il
nuovo regolamento edilizio, io non lo so, lo chiedo: me lo si dica e si riapra
un ragionamento. Però vorrei che voi vi ricordaste che nelle vostre linee
programmatiche di mandato, come anche nelle mie della passata consigliatura,
visto che ero in maggioranza, c’era scritto "la redazione, almeno l’adozione del
PSC".
Sono passati anni. Dico solo una cosa strana che ho visto
alla voce "Urbanistica". Si parla a un certo punto di due aree, una che si
chiama "Castello di Caratta-Gossolengo" e una che si chiama "I Vaccari", pag.
272. Siccome io sono uno di quelli che ha votato di vendere Cà Buschi senza
saperlo, adesso chissà quante robe non voto qua senza saperlo! Però ogni tanto,
quando ne vedo una, la segnalo. Non so cosa vuol dire, quindi mi rivolgo a voi.
Leggo che è stata trasmessa, suppongo da noi, la richiesta di cambio
destinazione d’uso del complesso agricolo Castello di Caratta a residenziale al
Comune di Gossolengo. Mi piacerebbe, quando c’è scritto "a", che ci fosse anche
scritto "da a", così eviterei delle polemiche col collega Romersi. E in corso
della … del complesso agricolo Palazzo Guglieri a I Vaccari per un cambio di
destinazione d’uso, anche qui a residenziale, non si sa da che. Non ho capito
bene. Per il rapporto che ho io con la lingua italiana, capisco che il Comune di
Piacenza sta mettendo a valorizzazione terreni agricoli con altre destinazioni
per farci residenziale in altri Comuni. Se è così, lo vorrei sapere.
L’ultima considerazione a cui vorrei dedicarmi, perché lo
faccio ora o mai più, e a tal fine sarei anche disposto a sforare l’ora, ma se
ci sto dentro è meglio, volevo riprendere un’affermazione che ho fatto il
Consiglio scorso, il 1° febbraio, nella difficile seduta che abbiamo tenuto qui.
Credo di avere affermato che questo Consiglio comunale non è in grado di
esercitare, di fatto non esercita, le sue funzioni di indirizzo e di controllo.
Lo penso profondamente. Ora uno potrebbe pensare: "Ma adesso viene qua D’Amo a
farci la lezione". No, io non voglio fare nessuna lezione. La stragrande
maggioranza di quello che avviene noi non lo sappiamo. Vi ho appena detto che io
ho votato la vendita di Cà Buschi senza saperlo, ho votato anche il cambiamento
dell’area su cui dovrebbe sorgere palazzo uffici, su cui, secondo me, non c’è
nessun indice di edificabilità perché era un’area di recupero da un’altra non
nuova, e non mi ero accorto, credevo di votare l’asilo nuovo e dentro c’era
ancora la modifica della convenzione. Mi sembra di essere uno tra i consiglieri
che ci guarda di più, mi sembra anche di essere un animale da carte, cioè uno
per cui una parola messa male lo attira, un numero civico vicino a un altro,
cose di questo tipo. Ma noi non siamo in grado di svolgere questa funzione.
Secondo me, lo dobbiamo dire.
Io non esercito nessuna funzione di indirizzo e di controllo.
Se il collega Colla non se ne ha a male e il collega Galvani non se ne ha a
male, a me sembra di poter dire che è molto difficile per il collega Colla o per
il collega Galvani esercitare delle funzioni di indirizzo e di controllo. La
cosa è così acclarata e così evidente…! Adesso magari questa è la terz’ultima
volta che parlo in bilancio, devo dire tutto quello che… Non voglio ripetere le
cose che ho già detto, così poi quando pubblicano le mie opere scelte, dice:
"Però ogni tanto variava". Allora, questa pagina iniziale della relazione sul
Consiglio comunale, basta, io non la voglio più vedere. Basta! Non sto neanche
lì a fare le polemiche sul regolamento, lo volevate cambiare, siete imbrigliati!
Non mi interessa niente! Non è questa l’attività del Consiglio comunale, non è
una polemica col Presidente! Se i Consigli comunali sono questa roba qua,
chiudiamoli! Qui ci dovrebbe essere scritto, secondo me… Questa è la mia idea di
città e di politica; qui ci dovrebbe essere scritto quante delibere di origine
consiliare il Consiglio comunale ha prodotto, quanti atti ha prodotto, quanti
indirizzi reali ha messo in campo, quante volte ha esercitato una funzione di
controllo rimandando al mittente una pratica che non era a posto, non come
problema di maggioranza, scandalo, giornali da vendere, come salutare democrazia
che si basa, da Locke e Montesquieu in poi, sull’equilibrio dei poteri, cioè su
robe diverse che si controllano tra di loro, per cui hanno una naturale
dialettica e poi si va avanti. Non ce n’è traccia, ma non quest’anno, solo che
gli altri anni non avevo il coraggio di dirlo: l’anno scorso, due anni fa,
cinque anni fa.
Partiamo dall’assessore di riferimento. Assessore Brambati,
tutto sbagliato! Non ce l’ho con l’assessore Brambati! L’assessore Brambati non
è responsabile dell’attività del Consiglio comunale! Lì si scrive "assessore
Brambati" perché si scambia un ruolo tecnico, deciso da un’organizzazione del
personale, deciso da certe idee che ha, per esempio, l’assessore Fellegara e
credo il Sindaco Reggi, e non c’entra niente con l’attività del Consiglio
comunale. Ci sono solo due possibilità, qua ci deve essere scritto "Ernesto
Carini", se volete "Lucia Rocchi, Luigi Salice, Carlo Mazza", chi volete voi,
oppure si ha il coraggio di dire che siccome seguire il Consiglio è una cosa
importante, come tante volte ho cercato di dire a Roberto Reggi quando ho avuto
una frequentazione superiore ad adesso, allora c’è uno che ha la delega ai
rapporti col Consiglio. E se ha la delega ai rapporti col Consiglio, allora mi
sta bene, se è Cacciatore, mi sta bene che sia Cacciatore, se è Brambati, mi sta
bene anche che sia Brambati, ma non perché è il tecnico del Decentramento!
Significa che questo rapporto è più univoco, cioè io, Consiglio, ti chiamo e tu
sei il mio assessore, non solo l’assessore di Reggi, se la tua delega è questa!
Come l’assessore ai Servizi è l’assessore degli anziani, non solo l’assessore di
Reggi: è tutte e due le cose.
Mi chiedo, quando faremo il bilancio, di quante mozioni sono
state attuate, non approvate, o ordini del giorno: fanno ridere. Mi chiedo se i
Consigli comunali che sono istituzioni, i Consigli provinciali, i Consigli
regionali, stiano riflettendo su quello che sta avvenendo a livello nazionale,
per esempio con una riduzione molto forte della rappresentanza nelle istituzioni
locali, su cui io posso anche convenire, non mi scandalizza mica! Certamente, se
tu mi dici "incominciamo dall’alto e riduciamo tutto del 20%", forse si possono
ridurre anche gli eletti in Consiglio comunale. Ma io non credo che noi possiamo
eludere, per esempio, di discutere dello scioglimento delle Circoscrizioni, che
noi possiamo eludere di discutere del ruolo di questa istituzione in rapporto ad
altre istituzioni analoghe.
Io voglio vedere, tra dieci anni, scritto in queste pagine,
alla voce "Segreteria del Consiglio", tre convegni, col Presidente del Consiglio
di Arezzo, quello di Napoli, quello di Dusseldorf, in cui si discute come
avviene la dialettica tra esecutivo e organismo di indirizzo e di controllo, e
se ci sono delle esperienze da modificare. E voglio un’altra cosa… Questa è la
mia idea, irrealizzabile: te l’immagini presentarsi con un programma così? Se mi
lasciano fare, mi presento con un programma così. Questa è la mia idea. Sennò
non andiamo da nessuna parte, perché noi stiamo dilapidando un patrimonio di
cultura politica che non abbiamo prodotto noi.
- Interruzione –
Presidente, siccome ho già rubato all’ultima riunione, mi
mangio i dieci minuti del secondo intervento. Grazie. Ho già rubato tre o
quattro minuti lunedì scorso, non voglio rubare anche oggi. Questo è un problema
su cui chiedere di riflettere, perché noi oggi discutiamo di PRG, di PSC, legge
regionale, legge nazionale, ecc. ecc., ne sappiamo poco o niente. Ma una cosa ci
dimentichiamo: che questa idea per cui la politica programma, la politica non è
il mercato, la politica è la comunità è il risultato di una cultura politica
inestricabile dalla civiltà occidentale: non sono gli architetti o gli ingegneri
ad aver pensato alle politiche del territorio, ma la politica… Vien da ridere,
ma la politica dovrebbe essere una roba superiore! Come la boxe… noble art. Vien
da ridere! Io ho degli studenti che hanno 18 anni, dirgli che la politica è una
roba seria vien da ridere! Ma non è la prima volta che la politica è ridotta a
una roba non seria, e noi dobbiamo smetterla di ridurla a una roba non seria!
Giacomo Ulivi, nella sua estrema lettera prima
dell’esecuzione da parte dei nazifascisti nel novembre ’44 lo dice tre volte:
Dice: "Certo, noi possiamo dire che abbiamo avversato il fascismo, ma dobbiamo
rispondere alla domanda "perché ha vinto?". E Giacomo Ulivi, che ha 19 anni,
risponde: "Perché ci siamo lasciati convincere che la politica faceva schifo".
Ora noi dobbiamo lavorare perché la politica non faccia schifo! Perché Edo, che
sarà anche un po’ zuccone, ma è una brava persona, non dica dal più profondo
dell’animo: "La politica fa schifo" e poi sta qui. E dobbiamo puntare a questo,
perché sennò è finita, sennò le Amministrazioni davvero sono degli assessorati
ai Lavori Pubblici, sono delle aziende di lavori pubblici. Il che confligge coi
problemi che abbiamo noi, perché i problemi fondamentali che abbiamo noi, il
problema fondamentale non è costruire il nuovo, ma la grande novità è conservare
quello che c’è, che è fondamentale, che ha un valore inestimabile.
Chiedo scusa per il tono un po’ che mi è scappato, chiedo
scusa, anche il tono è sbagliato.
Io ho un’idea di questo tipo di Consiglio comunale, di un
Consiglio comunale. Perché ho cercato anche di pensarci. Scriverò degli articoli
per qualche giornalino si semi-sinistra. Per esempio, questo: noi dovremmo poter
discutere con i tecnici liberamente. Forse dovremmo fare delle riunioni di
Commissione in cui vengono i tecnici, non l’assessore, e uno può fare tutte le
domande che vuole! Perché non è possibile che io, per farmi un’idea del
19.03.02, debba sentire cinque campane e poi fare la media e nessuno mi dica se
vale il 19.03.02 o vale il 18, e si prenda la responsabilità di questa cosa. Non
è possibile, perché sennò ci rimane solo Mazza. Ma come gli dicevo prima al bar,
bevendo un caffè, Mazza non è la media del consigliere, è un uomo che viene qua
tutti i giorni tre o quattro ore perché è in una fase della vita in cui ha la
possibilità materiale di farlo e la voglia di farlo. Ma se Colla scende dal
treno alle sei e mezza o io arrivo con la lingua fuori da un Consiglio, come
faccio a sapere quelle cose lì?
Quando io dico "esercitare davvero una funzione di
controllo", non si può risolverla dicendo: "Ma te ti fidi di Cacciatore o no?".
Ma che ragionamento è? La buona fede? Ma cosa c’entra? Allora io penso che il
futuro sia questo.
Chiudo con una battuta. Ringrazio pubblicamente di certi
apprezzamenti che ho ricevuto, per esempio, dal Sindaco Reggi, negli ultimi due
o tre mesi, della mia persona e del mio lavoro. Ho letto anche un’intervista del
vecchio consigliere Berra, il quale è vecchio più o meno come me, ma è vecchio
per anzianità di servizio, cioè ha 35 anni di amministrazione sul gobbone. Ho
sentito parlare anche di nuove alleanze e vivo anche in una città e in una
associazione dove mi dicono, uno mi ha detto: "Insomma, fai la stampella di
Reggi". Non è questo il problema. Noi non abbiamo bisogno di nuove alleanze,
perché il termine "alleanze" rispecchia un’epoca in cui c’era un rapporto tra
modi di pensare e insediamenti sociali, cioè il pensiero sociale della Chiesa
significava pezzi interi di società, modi di vivere. Il mondo sociale comunista
significava pezzi interi di società e modi di vivere, e i liberali erano i
signori, oltre che qualche uomo di alto ingegno – lo dico senza ironia – che
poteva permettersi di pensare liberamente.
Oggi che cosa vuol dire allearsi con l’UDC, allearsi con
l’IDV? Cosa vuol dire "culturalmente e socialmente"? Io non lo so. Io penso che
ci sia bisogno di un nuovo modo di far politica, di cambiare il come. E lo dico
non per ricavarmi un ruolo perché io posso anche andare a casa domani mattina.
Adesso, voglio dire, sono venuto qua, mi hanno eletto, gli ho detto
"eleggetemi", ho chiuso un mandato nei D.S. per cinque anni, nonostante Berra mi
abbia messo fuori due o tre volte, io ho finito nel gruppo D.S. dove ho
incominciato, mi è anche spiaciuto andar via, e sono qui e cerco di finire
decorosamente, poi vedremo cosa succede nel 2012. Ma io invito a riflettere
seriamente su cosa ci aspetta, perché la cultura che ha prodotto ciò in cui noi
viviamo oggi non viene più alimentata, la cultura politica, da nessuno dei suoi
rivoli. Pensate a cos’è diventata Bologna! Ma non lo scandalo di Cinzia! Io sono
favorevole alle morose, sono sempre stato favorevole qualunque roba siano: non è
questo il punto! Il punto, in termini di cultura politica, è: dov’è l’università
di Bologna oggi, dov’è la casa editrice il mulino, dov’è il cattolicesimo
democratico, dov’è il meglio della cultura amministrativa della sinistra
italiana – e termino – che a me faceva dire 25 anni fa, quando andavo a una
riunione del coordinamento dei consigli di fabbrica nell’84, che vedevo dieci
delegati che avrebbero tranquillamente potuto fare con grande sapienza il
segretario della Camera del Lavoro di Piacenza. Queste persone non ci sono più,
e non ci sono più per dei motivi: perché in realtà siamo tutti berlusconiani e
siamo tutti sempre impegnati alle candidature delle prossime elezioni e poi di
quelle dopo e poi di quelle dopo, e poi non ci sarà più niente. Noi dobbiamo
farle vivere queste istituzioni. Farle vivere significa capirci qualcosa. Io, di
questa roba qui, avrò capito il 10%, l’8, il 5, non lo so…! Se fossi seduto lì,
voterei a favore! Ho sempre votato a favore: non va bene! Bisognerebbe capirne
il 20, il 25, il 30. Non dico tutto, io non sono per capire tutto.
Grazie della pazienza.
… OMISSIS …